Nomi derivati: participi, luogo, tempo e strumento
B1 المُشْتَقّات: اسْمُ الفاعِلِ والمَفْعولِ واسْما الزَّمانِ والمَكانِ واسْمُ الآلَة 53 / 70
In breve
L’arabo non ha parole distinte per «scrivere», «scrittore», «scritto», «scrivania» e «ufficio». Ha la radice ك-ت-ب e un insieme di stampi che trasformano un verbo in un nome: كاتِبٌ chi sta scrivendo, مَكْتوبٌ la cosa scritta, مَكْتَبٌ il luogo dello scrivere, مَكْتَبَةٌ il luogo dei libri. Questi stampi nominali si chiamano المُشْتَقّات, «i derivati», e di essi vale la pena imparare come sistema solo quattro famiglie: chi agisce, chi subisce, il luogo-o-tempo, e lo strumento.
Questa è la lezione di vocabolario a più alto rendimento del percorso. Ogni forma delle lezioni 46-48 alimenta questi stampi in automatico, quindi un verbo nuovo ti consegna tre o quattro nomi nuovi gratis — e un nome strano su un giornale smette di essere strano nel momento in cui ne vedi lo stampo. Il costo è un’abitudine: dalla II forma in su chi agisce e chi subisce di norma differiscono di esattamente una vocale, e l’arabo ordinario non ne stampa nessuna.
La regola
1. Tutto parte dal verbo. Un nome derivato è costruito su uno stampo, e lo stampo è scelto dalla forma del verbo (I forma o forme II-X), non dal suo significato. Quindi la prima domanda è sempre la stessa che la lezione 46 ti ha insegnato a fare: questo verbo è مُجَرَّد (I forma, tre radicali nudi) o مَزيد (qualsiasi cosa aumentata)? La I forma ha stampi idiosincratici suoi; le forme II-X condividono una ricetta meccanica con il passivo della lezione 52.
2. اسْمُ الفاعِلِ dalla I forma: lo stampo فاعِل. Infila i tre radicali in فاعِل e hai il participio attivo — chi fa l’azione: كَتَبَ ← كاتِبٌ، دَرَسَ ← دارِسٌ، عَمِلَ ← عامِلٌ، جَلَسَ ← جالِسٌ. I radicali deboli piegano la forma nei modi che le lezioni 49-51 avevano previsto:
- الأَجْوَف (mezzo debole): la و o la ي affiora come una hamza su una sede di alif — قالَ ← قائِلٌ، باعَ ← بائِعٌ، نامَ ← نائِمٌ.
- النّاقِص (finale debole): la ي è spremuta via e la parola termina in ـٍ — دَعا ← داعٍ، قَضى ← قاضٍ، مَشى ← ماشٍ. Vedi la regola 10.
- المُضَعَّف (raddoppiato): i due radicali identici si fondono sotto una šadda — مَرَّ ← مارٌّ، ضَرَّ ← ضارٌّ.
3. اسْمُ الفاعِلِ dalle forme II-X: مُـ più il tema del presente più una كَسْرَة. È meccanico e quasi senza eccezioni — solo il أَجْوَف si comporta diversamente, vedi la regola 5. Prendi il presente di هُوَ, butta via la lettera del prefisso, metti مُـ al suo posto, e assicurati che la vocale prima dell’ultimo radicale sia una كَسْرَة:
يُدَرِّسُ ← مُدَرِّسٌ، يُسافِرُ ← مُسافِرٌ، يُرْسِلُ ← مُرْسِلٌ، يَتَعَلَّمُ ← مُتَعَلِّمٌ، يَتَعاوَنُ ← مُتَعاوِنٌ، يَنْكَسِرُ ← مُنْكَسِرٌ، يَجْتَمِعُ ← مُجْتَمِعٌ، يَسْتَخْدِمُ ← مُسْتَخْدِمٌ. Le radici a quattro lettere si comportano identiche: يُتَرْجِمُ ← مُتَرْجِمٌ.
Nota che le forme II, III e IV avevano già una ḍamma sul prefisso del presente, quindi per loro il cambio è solo una lettera; le forme V-X avevano una fatḥa, quindi cambi sia la lettera sia la vocale.
4. اسْمُ المَفْعولِ dalla I forma: lo stampo مَفْعول. Il nome di chi subisce di un verbo sano della I forma è مَفْعول — nota la فَتْحَة sulla م e la و lunga: كَتَبَ ← مَكْتوبٌ، عَرَفَ ← مَعْروفٌ، فَتَحَ ← مَفْتوحٌ، شَرِبَ ← مَشْروبٌ. Le classi deboli di nuovo si contraggono:
- الأَجْوَف: la و lunga collassa nella vocale della radice — قالَ ← مَقولٌ، باعَ ← مَبيعٌ (una radice in ي tiene una ي).
- النّاقِص: l’ultimo radicale si raddoppia sotto una šadda — دَعا ← مَدْعُوٌّ، رَمى ← مَرْمِيٌّ (radici in و in ـوٌّ، radici in ي in ـيٌّ).
- المُضَعَّف: مَدَّ ← مَمْدودٌ.
5. اسْمُ المَفْعولِ dalle forme II-X: la stessa forma مُـ con una فَتْحَة. Ricetta identica alla regola 3, una vocale di differenza: يُدَرِّسُ ← مُدَرَّسٌ، يُشاهِدُ ← مُشاهَدٌ، يُرْسِلُ ← مُرْسَلٌ، يَتَوَقَّعُ ← مُتَوَقَّعٌ، يَحْتَرِمُ ← مُحْتَرَمٌ، يَسْتَخْدِمُ ← مُسْتَخْدَمٌ.
L’unica classe che sfugge al contrasto vocalico è il أَجْوَف delle forme VII e VIII: il radicale di mezzo è già una ا lunga in entrambi gli stampi, quindi i due participi coincidono — اِخْتارَ / يَخْتارُ dà مُخْتارٌ sia per «che sceglie» sia per «scelto», e اِحْتاجَ dà مُحْتاجٌ per entrambi. Le forme IV e X li tengono distinti, perché il mezzo dell’attivo resta una ي lunga: أَقامَ / يُقيمُ ← مُقيمٌ contro مُقامٌ, e اِسْتَقامَ / يَسْتَقيمُ ← مُسْتَقيمٌ contro مُسْتَقامٌ.
Dillo a voce alta una volta, perché è tutta la lezione: مُدَرِّسٌ e مُدَرَّسٌ differiscono di una vocale, e senza segni vocalici sono le stesse quattro lettere, مدرس. Così مُسْتَخْدِمٌ «utente» e مُسْتَخْدَمٌ «usato»، مُتَّهِمٌ «accusatore» e مُتَّهَمٌ «accusato»، مُصَدِّرٌ «esportatore» e مُصَدَّرٌ «esportato». L’arabo reale non stampa nessun segno, quindi decidi dalla frase, esattamente come ti ha addestrato la guida alla pronuncia: chi agisce di solito ha sotto di sé qualcosa che fa qualcosa, chi subisce di solito descrive una cosa su cui si è agito.
6. Che cosa fanno i participi in una frase. Sono nomi con comportamento da aggettivo. Si flettono per genere, numero e caso come qualsiasi nome — مُدَرِّسٌ، مُدَرِّسَةٌ، مُدَرِّسونَ، مُدَرِّساتٌ — e compaiono in tre ruoli:
- come nome semplice: كاتِبٌ «uno scrittore», مُهَنْدِسونَ «ingegneri», مَشْروبٌ «una bevanda».
- come aggettivo che si accorda col suo nome (lezione 8): الطَّريقُ المَقْطوعُ.
- come predicato di una frase nominale, dove il participio attivo porta molto spesso un senso in corso o imminente: أَنا ذاهِبٌ إِلى السّوقِ «vado / sto andando al mercato», هُمْ قادِمونَ غَدًا «vengono domani».
Un’asimmetria pratica: i participi della I forma di esseri umani prendono spesso un plurale fratto (كُتّابٌ، عُمّالٌ، طُلّابٌ، قُضاةٌ), mentre quelli delle forme II-X prendono i plurali sani (مُدَرِّسونَ، مُسافِرونَ، مُتَرْجِماتٌ).
7. Non ogni parola فاعِل è un participio vivo. Molte si sono congelate in nomi da dizionario ordinari: عالِمٌ è uno studioso o uno scienziato, non soltanto «qualcuno che sa»; شاعِرٌ è un poeta; طالِبٌ è uno studente, non «un richiedente». Lo stampo ti dice da dove viene la parola, il dizionario che cosa significa ora. Riconosci a volontà, ma non coniare nomi derivati nuovi e aspettarti che siano parole.
8. اسْما الزَّمانِ والمَكانِ: uno stampo per due mestieri. Dalla I forma il nome di luogo e il nome di tempo condividono una sola forma con una فَتْحَة sulla م, e la scelta tra مَفْعَل e مَفْعِل segue la vocale del presente:
- presente in ـُ o ـَ ← مَفْعَل: يَكْتُبُ ← مَكْتَبٌ، يَطْبُخُ ← مَطْبَخٌ، يَلْعَبُ ← مَلْعَبٌ، يَخْرُجُ ← مَخْرَجٌ.
- presente in ـِ ← مَفْعِل: يَجْلِسُ ← مَجْلِسٌ، يَنْزِلُ ← مَنْزِلٌ, e così anche il verbo مِثال (primo radicale debole) anche dove il suo presente non è una kasra: يَعِدُ ← مَوْعِدٌ، يَقِفُ ← مَوْقِفٌ، يَضَعُ ← مَوْضِعٌ.
Lo stesso stampo porta spesso una ة: مَدْرَسَةٌ، مَكْتَبَةٌ، مَزْرَعَةٌ، مَحَطَّةٌ. Non è una variante libera della forma nuda — dove una radice ha entrambe, sono due parole distinte (مَكْتَبٌ un ufficio, مَكْتَبَةٌ una biblioteca). Una manciata di parole frequentissime è semplicemente irregolare e va imparata come parole a sé — مَسْجِدٌ siede su مَفْعِل sebbene يَسْجُدُ abbia una ḍamma, e così مَشْرِقٌ، مَغْرِبٌ، مَطْلِعٌ. Le radici deboli si comportano come previsto: زارَ ← مَزارٌ، جَرى ← مَجْرًى، مَشى ← مَمْشًى، e il quotidiano المَقْهى «il caffè» è la stessa forma.
Due fatti in più rendono questa famiglia redditizia. Primo, da una radice sana il plurale è prevedibile: مَفاعِل، una صيغَةُ مُنْتَهى الجُموعِ della lezione 10, quindi anche un diptoto (lezione 41) — niente tanwīn, e una fatḥa per il genitivo a meno che non sia determinato: مَكاتِبُ، مَدارِسُ، مَساجِدُ، في مَكاتِبَ حَديثَةٍ، في المَكاتِبِ. (I nomi di luogo da una radice cava stanno fuori da questo e prendono ـات: مَزارٌ ← مَزاراتٌ.) Secondo, tempo e luogo sono la stessa parola — مَوْعِدٌ è l’ora di un appuntamento, مَغْرِبٌ è insieme l’ovest e il tramonto. Decide solo la frase.
Dalle forme derivate non c’è affatto uno stampo a parte: il nome di luogo è identico al participio passivo, e li separa solo il contesto. مُسْتَشْفًى letteralmente «un luogo in cui si cerca una cura» è un ospedale, مُجْتَمَعٌ è una società, مُخْتَبَرٌ è un laboratorio, مُسْتَوْدَعٌ è un magazzino, مُلْتَقًى è un punto d’incontro.
9. اسْمُ الآلَةِ: lo strumento, con una كَسْرَة sulla م. Tre stampi classici, tutti dalla I forma, e tutti che cominciano مِـ:
- مِفْعال: مِفْتاحٌ una chiave, مِنْشارٌ una sega, مِصْباحٌ una lampada, مِيزانٌ una bilancia.
- مِفْعَل: مِبْرَدٌ una lima, مِقَصٌّ un paio di forbici, مِصْعَدٌ un ascensore.
- مِفْعَلَة: مِكْنَسَةٌ una scopa, مِلْعَقَةٌ un cucchiaio, مِسْطَرَةٌ un righello, مِطْرَقَةٌ un martello.
Le macchine moderne si nominano su uno schema più nuovo, pienamente produttivo فَعّالَة: غَسّالَةٌ una lavatrice, ثَلّاجَةٌ un frigorifero, سَمّاعَةٌ un ricevitore. Accanto stanno فَعّال (خَلّاطٌ un frullatore, سَخّانٌ uno scaldabagno) e فاعِلَة (رافِعَةٌ una gru, طائِرَةٌ un aeroplano).
Ora il contrasto che conta: مِـ è lo strumento, مَـ è il luogo o il tempo. مِكْنَسَةٌ è una scopa, مَدْرَسَةٌ è una scuola — la stessa cornice intorno alla radice, una vocale di distanza sulla م. Una sola radice può servire a entrambi i mestieri: da غ-س-ل، مَغْسَلَةٌ è il lavabo, il luogo del lavare, e غَسّالَةٌ è la macchina. Senza segni vocalici la differenza è invisibile, ed è un motivo in più per imparare queste parole come vocabolario e non generarle al volo.
10. I participi المَنْقوص terminano in ـٍ quando sono indeterminati. قاضٍ، داعٍ، ماشٍ، مُحامٍ perdono la ي finale al nominativo e al genitivo quando sono indeterminati e prendono una kasratān semplice; tengono una ـِيًا piena all’accusativo, e la ي torna ogni volta che la parola è determinata o è il primo termine di una إِضافَة: القاضي، قاضي المَحْكَمَةِ. Questa è la classe di declinazione della lezione 41 incontrata nel suo habitat più comune, poiché la maggior parte dei nomi مَنْقوص sono participi. I loro plurali: قُضاةٌ، دُعاةٌ، مُحامونَ.
11. Ciò che questa lezione lascia stare. Un participio può reggere un oggetto esattamente come il suo verbo — هُوَ كاتِبٌ رِسالَةً — e tutto quell’argomento è la lezione 67. Il مَصْدَر, il nome dell’azione stessa (كِتابَةٌ، تَدْريسٌ), è la lezione 54 — e sta in guardia: una delle sue forme, المَصْدَر المِيمِيّ, assomiglia esattamente a un nome di luogo (مَطْلَبٌ «una richiesta»).
Forme e strutture
اسْمُ الفاعِلِ attraverso le forme. Il presente di هُوَ è stampato così vedi da dove viene il nome:
| الوَزْن | الفِعْل | المُضارِع | اسْمُ الفاعِل | Traduzione |
|---|---|---|---|---|
| io | كَتَبَ | يَكْتُبُ | كاتِبٌ | lo scrivere, uno scrittore |
| I (أَجْوَف) | قالَ | يَقولُ | قائِلٌ | il dire, un parlante |
| I (ناقِص) | دَعا | يَدْعو | داعٍ / الدّاعي | il chiamare, un chiamante |
| I (مُضَعَّف) | مَرَّ | يَمُرُّ | مارٌّ | il passare, un passante |
| II | دَرَّسَ | يُدَرِّسُ | مُدَرِّسٌ | un insegnante |
| III | سافَرَ | يُسافِرُ | مُسافِرٌ | il viaggiare, un viaggiatore |
| IV | أَرْسَلَ | يُرْسِلُ | مُرْسِلٌ | un mittente |
| V | تَعَلَّمَ | يَتَعَلَّمُ | مُتَعَلِّمٌ | un apprendente |
| VIII | اِجْتَمَعَ | يَجْتَمِعُ | مُجْتَمِعٌ | l’incontrarsi, un raduno |
| X | اِسْتَخْدَمَ | يَسْتَخْدِمُ | مُسْتَخْدِمٌ | un utente |
| فَعْلَلَ | تَرْجَمَ | يُتَرْجِمُ | مُتَرْجِمٌ | un traduttore |
اسْمُ المَفْعولِ. La I forma è مَفْعول; tutto il resto ripete la forma مُـ con una فَتْحَة:
| الوَزْن | الفِعْل | اسْمُ المَفْعول | Traduzione |
|---|---|---|---|
| io | كَتَبَ | مَكْتوبٌ | scritto |
| io | عَرَفَ | مَعْروفٌ | noto, ben noto |
| I (أَجْوَف و) | قالَ | مَقولٌ | detto |
| I (أَجْوَف ي) | باعَ | مَبيعٌ | venduto |
| I (ناقِص و) | دَعا | مَدْعُوٌّ | invitato |
| I (ناقِص ي) | رَمى | مَرْمِيٌّ | lanciato |
| II | دَرَّسَ | مُدَرَّسٌ | insegnato |
| IV | أَرْسَلَ | مُرْسَلٌ | inviato |
| VIII | اِحْتَرَمَ | مُحْتَرَمٌ | rispettato |
| X | اِسْتَخْدَمَ | مُسْتَخْدَمٌ | usato |
Una vocale, due significati opposti — e niente affatto nello stampato senza vocali:
| بِلا تَشْكيل | اسْمُ الفاعِل | اسْمُ المَفْعول |
|---|---|---|
| مدرس | مُدَرِّسٌ — un insegnante | مُدَرَّسٌ — insegnato |
| مستخدم | مُسْتَخْدِمٌ — un utente | مُسْتَخْدَمٌ — usato; un impiegato |
| متهم | مُتَّهِمٌ — un accusatore | مُتَّهَمٌ — accusato, un imputato |
| مصدر | مُصَدِّرٌ — un esportatore | مُصَدَّرٌ — esportato (e مَصْدَرٌ «fonte», lezione 54) |
اسْما الزَّمانِ والمَكانِ dalla I forma. La colonna del plurale è il guadagno — da una radice sana è مَفاعِل, e un diptoto ogni volta:
| الفِعْل | المُضارِع | الوَزْن | الاسْم | Traduzione | الجَمْع |
|---|---|---|---|---|---|
| كَتَبَ | يَكْتُبُ | مَفْعَل | مَكْتَبٌ | lavoratore | مَكاتِبُ |
| طَبَخَ | يَطْبُخُ | مَفْعَل | مَطْبَخٌ | cucina | مَطابِخُ |
| لَعِبَ | يَلْعَبُ | مَفْعَل | مَلْعَبٌ | campo da gioco, stadio | مَلاعِبُ |
| جَلَسَ | يَجْلِسُ | مَفْعِل | مَجْلِسٌ | consiglio, salotto | مَجالِسُ |
| نَزَلَ | يَنْزِلُ | مَفْعِل | مَنْزِلٌ | casa, dimora | مَنازِلُ |
| وَعَدَ | يَعِدُ | مَفْعِل | مَوْعِدٌ | appuntamento, ora fissata | مَواعِدُ |
| وَقَفَ | يَقِفُ | مَفْعِل | مَوْقِفٌ | fermata, parcheggio, postura | مَواقِفُ |
| دَرَسَ | يَدْرُسُ | مَفْعَلَة | مَدْرَسَةٌ | scuola | مَدارِسُ |
| سَجَدَ | يَسْجُدُ | مَفْعِل (شاذٌّ) | مَسْجِدٌ | moschea | مَساجِدُ |
| جَرى | يَجْري | مَفْعَل | مَجْرًى | corso d’acqua, canale | مَجارٍ |
Dalle forme II-X il nome di luogo è il participio passivo:
| الفِعْل | الوَزْن | الاسْم | Traduzione |
|---|---|---|---|
| اِسْتَشْفى | X | مُسْتَشْفًى / المُسْتَشْفى | ospedale |
| اِجْتَمَعَ | VIII | مُجْتَمَعٌ | società |
| اِخْتَبَرَ | VIII | مُخْتَبَرٌ | laboratorio |
| اِلْتَقى | VIII | مُلْتَقًى | punto d’incontro, foro |
| اِسْتَوْدَعَ | X | مُسْتَوْدَعٌ | magazzino |
اسْمُ الآلَةِ — i tre stampi classici e quelli moderni:
| الوَزْن | الآلَة | Traduzione | الجَمْع |
|---|---|---|---|
| مِفْعال | مِفْتاحٌ | chiave | مَفاتيحُ |
| مِفْعال | مِنْشارٌ | sega | مَناشيرُ |
| مِفْعال | مِيزانٌ | bilancia | مَوازينُ |
| مِفْعَل | مِصْعَدٌ | ascensore | مَصاعِدُ |
| مِفْعَلَة | مِكْنَسَةٌ | scopa | مَكانِسُ |
| مِفْعَلَة | مِلْعَقَةٌ | cucchiaio | مَلاعِقُ |
| فَعّالَة | غَسّالَةٌ | lavatrice | غَسّالاتٌ |
| فَعّالَة | ثَلّاجَةٌ | frigorifero | ثَلّاجاتٌ |
| فاعِلَة | رافِعَةٌ | gru | رافِعاتٌ |
Il participio مَنْقوص, declinato (lezione 41). Solo l’accusativo mostra la ي quando è indeterminato:
| الحالَة | نَكِرَة | مَعْرِفَة |
|---|---|---|
| مَرْفوع | قاضٍ | القاضي |
| مَنْصوب | قاضِيًا | القاضِيَ |
| مَجْرور | قاضٍ | القاضي |
Esempi
| العربية | Italiano |
|---|---|
| الكاتِبُ جالِسٌ في المَقْهى مُنْذُ الصَّباحِ. | Lo scrittore è seduto al caffè dalla mattina. |
| مُدَرِّسُ الرِّياضِيّاتِ غائِبٌ اليَوْمَ. | L’insegnante di matematica è assente oggi. |
| الطَّرْدُ مُرْسَلٌ بِالبَريدِ السَّريعِ. | Il pacco è stato inviato per posta espressa. |
| اسْمُ المُرْسِلِ مَكْتوبٌ عَلى الظَّرْفِ. | Il nome del mittente è scritto sulla busta. |
| هٰذا الشّارِعُ مَعْروفٌ بِمَطاعِمِهِ. | Questa via è nota per i suoi ristoranti. |
| الضَّيْفُ الأَخيرُ مَدْعُوٌّ إِلى العَشاءِ أَيْضًا. | Anche l’ultimo ospite è invitato a cena. |
| في المَحْكَمَةِ قاضٍ ومُحامٍ وكاتِبٌ. | In tribunale ci sono un giudice, un avvocato e un cancelliere. |
| أَبي مُسافِرٌ إِلى تونِسَ غَدًا. | Mio padre parte per Tunisi domani. |
| وَضَعْتُ الكُتُبَ عَلى المَكْتَبِ ثُمَّ خَرَجْتُ. | Ho messo i libri sulla scrivania e poi sono uscito. |
| تَقَعُ المَدْرَسَةُ الجَديدَةُ بِجانِبِ المَلْعَبِ. | La scuola nuova è accanto al campo sportivo. |
| نُقِلَ المَريضُ إِلى المُسْتَشْفى بَعْدَ الحادِثِ. | Il paziente è stato portato in ospedale dopo l’incidente. |
| لِلاجْتِماعِ مَوْعِدٌ ثابِتٌ كُلَّ يَوْمِ اثْنَيْنِ. | La riunione ha un orario fisso ogni lunedì. |
| أَيْنَ مِفْتاحُ البابِ؟ | Dov’è la chiave della porta? |
| اِشْتَرَيْنا غَسّالَةً جَديدَةً. | Abbiamo comprato una lavatrice nuova. |
Errori frequenti
- مُكْتوبٌ عَلى الوَرَقَةِ -> مَكْتوبٌ عَلى الوَرَقَةِ — il participio passivo della I forma comincia con una فَتْحَة sulla م. Il prefisso مُـ appartiene alle forme aumentate (e al quadrilittero), mai alla I forma.
- أَرْسَلَ ← مَرْسولٌ -> أَرْسَلَ ← مُرْسَلٌ — مَفْعول pesa solo un verbo della I forma. Da una forma aumentata devi passare dal presente: يُرْسِلُ ← مُرْسَلٌ.
- مُدَرَّسُ اللُّغَةِ العَرَبِيَّةِ per «l’insegnante di arabo» -> مُدَرِّسُ اللُّغَةِ العَرَبِيَّةِ — kasra prima dell’ultimo radicale è chi agisce, fatḥa chi subisce.
- مُسافَرٌ إِلى بَيْروتَ -> مُسافِرٌ إِلى بَيْروتَ — سافَرَ è intransitivo, quindi non ha un participio passivo semplice; nell’uso ordinario compare solo مُسافِرٌ.
- دَخَلَ قاضِيٌ إِلى القاعَةِ -> دَخَلَ قاضٍ إِلى القاعَةِ — un participio مَنْقوص indeterminato perde la ي e prende ـٍ. Ricompare nel momento in cui la parola è determinata: دَخَلَ القاضي.
- مَدْعِيٌّ إِلى الحَفْلِ -> مَدْعُوٌّ إِلى الحَفْلِ — una radice ناقِص in و si raddoppia come ـوٌّ (دَعا ← مَدْعُوٌّ); solo le radici in ي danno ـيٌّ (رَمى ← مَرْمِيٌّ).
- مِكْتَبُ المُديرِ -> مَكْتَبُ المُديرِ — una kasra sulla م annuncia uno strumento. L’ufficio è un luogo, quindi prende una fatḥa; la scopa مِكْنَسَةٌ prende la kasra.
- في مَكاتِبٍ جَديدَةٍ -> في مَكاتِبَ جَديدَةٍ — مَفاعِل è مُنْتَهى الجُموعِ, quindi un diptoto: niente tanwīn, e una fatḥa per il genitivo quando è indeterminato.
- الشّاعِرُ = chi sta sentendo -> الشّاعِرُ = il poeta — dozzine di parole فاعِل si sono indurite in nomi ordinari (عالِمٌ، طالِبٌ، تاجِرٌ). Leggile prima come vocabolario, come participi solo se la frase lo chiede.
Consigli
- Deriva dal presente, mai dal passato. Per qualsiasi verbo delle forme II-X l’intera procedura è «scambia la lettera del prefisso con مُـ, poi scegli la vocale»: kasra per chi agisce, fatḥa per chi subisce. Due secondi — solo un verbo cavo ha bisogno di una seconda occhiata, perché lì i due possono coincidere (يَخْتارُ ← مُخْتارٌ per entrambi).
- Canta la coppia يُدَرِّسُ ← مُدَرِّسٌ / مُدَرَّسٌ finché è automatica. Ogni altra forma è lo stesso movimento, e questa coppia porta il fatto più duro della lezione.
- Impara i nomi di luogo come vocabolario con un premio: la vocale del singolare (مَفْعَل o مَفْعِل) è solo semi-prevedibile e vale la pena memorizzarla parola per parola, ma da una radice sana il plurale مَفاعِل è gratis ogni volta — ed è un diptoto.
- Fai del prefisso م il tuo riflesso di lettura: togli la م da una parola sconosciuta, leggi le tre lettere sotto, e hai la radice e una prima ipotesi sul significato.
- Riconosci in largo, conia in stretto. Questi stampi spiegano meravigliosamente le parole esistenti; non ti autorizzano a inventare un مِفْعال per ogni arnese.
- Lascia due cose per dopo di proposito: come un participio prende un oggetto proprio (lezione 67), e il مَصْدَر, che è il nome dell’azione piuttosto che di una persona, un luogo o una cosa (lezione 54).