Nomi derivati: participi, luogo, tempo e strumento

B1 المُشْتَقّات: اسْمُ الفاعِلِ والمَفْعولِ واسْما الزَّمانِ والمَكانِ واسْمُ الآلَة 53 / 70

In breve

L’arabo non ha parole distinte per «scrivere», «scrittore», «scritto», «scrivania» e «ufficio». Ha la radice ك-ت-ب e un insieme di stampi che trasformano un verbo in un nome: كاتِبٌ chi sta scrivendo, مَكْتوبٌ la cosa scritta, مَكْتَبٌ il luogo dello scrivere, مَكْتَبَةٌ il luogo dei libri. Questi stampi nominali si chiamano المُشْتَقّات, «i derivati», e di essi vale la pena imparare come sistema solo quattro famiglie: chi agisce, chi subisce, il luogo-o-tempo, e lo strumento.

Questa è la lezione di vocabolario a più alto rendimento del percorso. Ogni forma delle lezioni 46-48 alimenta questi stampi in automatico, quindi un verbo nuovo ti consegna tre o quattro nomi nuovi gratis — e un nome strano su un giornale smette di essere strano nel momento in cui ne vedi lo stampo. Il costo è un’abitudine: dalla II forma in su chi agisce e chi subisce di norma differiscono di esattamente una vocale, e l’arabo ordinario non ne stampa nessuna.

La regola

1. Tutto parte dal verbo. Un nome derivato è costruito su uno stampo, e lo stampo è scelto dalla forma del verbo (I forma o forme II-X), non dal suo significato. Quindi la prima domanda è sempre la stessa che la lezione 46 ti ha insegnato a fare: questo verbo è مُجَرَّد (I forma, tre radicali nudi) o مَزيد (qualsiasi cosa aumentata)? La I forma ha stampi idiosincratici suoi; le forme II-X condividono una ricetta meccanica con il passivo della lezione 52.

2. اسْمُ الفاعِلِ dalla I forma: lo stampo فاعِل. Infila i tre radicali in فاعِل e hai il participio attivo — chi fa l’azione: كَتَبَ ← كاتِبٌ، دَرَسَ ← دارِسٌ، عَمِلَ ← عامِلٌ، جَلَسَ ← جالِسٌ. I radicali deboli piegano la forma nei modi che le lezioni 49-51 avevano previsto:

  • الأَجْوَف (mezzo debole): la و o la ي affiora come una hamza su una sede di alif — قالَ ← قائِلٌ، باعَ ← بائِعٌ، نامَ ← نائِمٌ.
  • النّاقِص (finale debole): la ي è spremuta via e la parola termina in ـٍ — دَعا ← داعٍ، قَضى ← قاضٍ، مَشى ← ماشٍ. Vedi la regola 10.
  • المُضَعَّف (raddoppiato): i due radicali identici si fondono sotto una šadda — مَرَّ ← مارٌّ، ضَرَّ ← ضارٌّ.

3. اسْمُ الفاعِلِ dalle forme II-X: مُـ più il tema del presente più una كَسْرَة. È meccanico e quasi senza eccezioni — solo il أَجْوَف si comporta diversamente, vedi la regola 5. Prendi il presente di هُوَ, butta via la lettera del prefisso, metti مُـ al suo posto, e assicurati che la vocale prima dell’ultimo radicale sia una كَسْرَة:

يُدَرِّسُ ← مُدَرِّسٌ، يُسافِرُ ← مُسافِرٌ، يُرْسِلُ ← مُرْسِلٌ، يَتَعَلَّمُ ← مُتَعَلِّمٌ، يَتَعاوَنُ ← مُتَعاوِنٌ، يَنْكَسِرُ ← مُنْكَسِرٌ، يَجْتَمِعُ ← مُجْتَمِعٌ، يَسْتَخْدِمُ ← مُسْتَخْدِمٌ. Le radici a quattro lettere si comportano identiche: يُتَرْجِمُ ← مُتَرْجِمٌ.

Nota che le forme II, III e IV avevano già una ḍamma sul prefisso del presente, quindi per loro il cambio è solo una lettera; le forme V-X avevano una fatḥa, quindi cambi sia la lettera sia la vocale.

4. اسْمُ المَفْعولِ dalla I forma: lo stampo مَفْعول. Il nome di chi subisce di un verbo sano della I forma è مَفْعول — nota la فَتْحَة sulla م e la و lunga: كَتَبَ ← مَكْتوبٌ، عَرَفَ ← مَعْروفٌ، فَتَحَ ← مَفْتوحٌ، شَرِبَ ← مَشْروبٌ. Le classi deboli di nuovo si contraggono:

  • الأَجْوَف: la و lunga collassa nella vocale della radice — قالَ ← مَقولٌ، باعَ ← مَبيعٌ (una radice in ي tiene una ي).
  • النّاقِص: l’ultimo radicale si raddoppia sotto una šadda — دَعا ← مَدْعُوٌّ، رَمى ← مَرْمِيٌّ (radici in و in ـوٌّ، radici in ي in ـيٌّ).
  • المُضَعَّف: مَدَّ ← مَمْدودٌ.

5. اسْمُ المَفْعولِ dalle forme II-X: la stessa forma مُـ con una فَتْحَة. Ricetta identica alla regola 3, una vocale di differenza: يُدَرِّسُ ← مُدَرَّسٌ، يُشاهِدُ ← مُشاهَدٌ، يُرْسِلُ ← مُرْسَلٌ، يَتَوَقَّعُ ← مُتَوَقَّعٌ، يَحْتَرِمُ ← مُحْتَرَمٌ، يَسْتَخْدِمُ ← مُسْتَخْدَمٌ.

L’unica classe che sfugge al contrasto vocalico è il أَجْوَف delle forme VII e VIII: il radicale di mezzo è già una ا lunga in entrambi gli stampi, quindi i due participi coincidono — اِخْتارَ / يَخْتارُ dà مُخْتارٌ sia per «che sceglie» sia per «scelto», e اِحْتاجَ dà مُحْتاجٌ per entrambi. Le forme IV e X li tengono distinti, perché il mezzo dell’attivo resta una ي lunga: أَقامَ / يُقيمُ ← مُقيمٌ contro مُقامٌ, e اِسْتَقامَ / يَسْتَقيمُ ← مُسْتَقيمٌ contro مُسْتَقامٌ.

Dillo a voce alta una volta, perché è tutta la lezione: مُدَرِّسٌ e مُدَرَّسٌ differiscono di una vocale, e senza segni vocalici sono le stesse quattro lettere, مدرس. Così مُسْتَخْدِمٌ «utente» e مُسْتَخْدَمٌ «usato»، مُتَّهِمٌ «accusatore» e مُتَّهَمٌ «accusato»، مُصَدِّرٌ «esportatore» e مُصَدَّرٌ «esportato». L’arabo reale non stampa nessun segno, quindi decidi dalla frase, esattamente come ti ha addestrato la guida alla pronuncia: chi agisce di solito ha sotto di sé qualcosa che fa qualcosa, chi subisce di solito descrive una cosa su cui si è agito.

6. Che cosa fanno i participi in una frase. Sono nomi con comportamento da aggettivo. Si flettono per genere, numero e caso come qualsiasi nome — مُدَرِّسٌ، مُدَرِّسَةٌ، مُدَرِّسونَ، مُدَرِّساتٌ — e compaiono in tre ruoli:

  • come nome semplice: كاتِبٌ «uno scrittore», مُهَنْدِسونَ «ingegneri», مَشْروبٌ «una bevanda».
  • come aggettivo che si accorda col suo nome (lezione 8): الطَّريقُ المَقْطوعُ.
  • come predicato di una frase nominale, dove il participio attivo porta molto spesso un senso in corso o imminente: أَنا ذاهِبٌ إِلى السّوقِ «vado / sto andando al mercato», هُمْ قادِمونَ غَدًا «vengono domani».

Un’asimmetria pratica: i participi della I forma di esseri umani prendono spesso un plurale fratto (كُتّابٌ، عُمّالٌ، طُلّابٌ، قُضاةٌ), mentre quelli delle forme II-X prendono i plurali sani (مُدَرِّسونَ، مُسافِرونَ، مُتَرْجِماتٌ).

7. Non ogni parola فاعِل è un participio vivo. Molte si sono congelate in nomi da dizionario ordinari: عالِمٌ è uno studioso o uno scienziato, non soltanto «qualcuno che sa»; شاعِرٌ è un poeta; طالِبٌ è uno studente, non «un richiedente». Lo stampo ti dice da dove viene la parola, il dizionario che cosa significa ora. Riconosci a volontà, ma non coniare nomi derivati nuovi e aspettarti che siano parole.

8. اسْما الزَّمانِ والمَكانِ: uno stampo per due mestieri. Dalla I forma il nome di luogo e il nome di tempo condividono una sola forma con una فَتْحَة sulla م, e la scelta tra مَفْعَل e مَفْعِل segue la vocale del presente:

  • presente in ـُ o ـَ ← مَفْعَل: يَكْتُبُ ← مَكْتَبٌ، يَطْبُخُ ← مَطْبَخٌ، يَلْعَبُ ← مَلْعَبٌ، يَخْرُجُ ← مَخْرَجٌ.
  • presente in ـِ ← مَفْعِل: يَجْلِسُ ← مَجْلِسٌ، يَنْزِلُ ← مَنْزِلٌ, e così anche il verbo مِثال (primo radicale debole) anche dove il suo presente non è una kasra: يَعِدُ ← مَوْعِدٌ، يَقِفُ ← مَوْقِفٌ، يَضَعُ ← مَوْضِعٌ.

Lo stesso stampo porta spesso una ة: مَدْرَسَةٌ، مَكْتَبَةٌ، مَزْرَعَةٌ، مَحَطَّةٌ. Non è una variante libera della forma nuda — dove una radice ha entrambe, sono due parole distinte (مَكْتَبٌ un ufficio, مَكْتَبَةٌ una biblioteca). Una manciata di parole frequentissime è semplicemente irregolare e va imparata come parole a sé — مَسْجِدٌ siede su مَفْعِل sebbene يَسْجُدُ abbia una ḍamma, e così مَشْرِقٌ، مَغْرِبٌ، مَطْلِعٌ. Le radici deboli si comportano come previsto: زارَ ← مَزارٌ، جَرى ← مَجْرًى، مَشى ← مَمْشًى، e il quotidiano المَقْهى «il caffè» è la stessa forma.

Due fatti in più rendono questa famiglia redditizia. Primo, da una radice sana il plurale è prevedibile: مَفاعِل، una صيغَةُ مُنْتَهى الجُموعِ della lezione 10, quindi anche un diptoto (lezione 41) — niente tanwīn, e una fatḥa per il genitivo a meno che non sia determinato: مَكاتِبُ، مَدارِسُ، مَساجِدُ، في مَكاتِبَ حَديثَةٍ، في المَكاتِبِ. (I nomi di luogo da una radice cava stanno fuori da questo e prendono ـات: مَزارٌ ← مَزاراتٌ.) Secondo, tempo e luogo sono la stessa parola — مَوْعِدٌ è l’ora di un appuntamento, مَغْرِبٌ è insieme l’ovest e il tramonto. Decide solo la frase.

Dalle forme derivate non c’è affatto uno stampo a parte: il nome di luogo è identico al participio passivo, e li separa solo il contesto. مُسْتَشْفًى letteralmente «un luogo in cui si cerca una cura» è un ospedale, مُجْتَمَعٌ è una società, مُخْتَبَرٌ è un laboratorio, مُسْتَوْدَعٌ è un magazzino, مُلْتَقًى è un punto d’incontro.

9. اسْمُ الآلَةِ: lo strumento, con una كَسْرَة sulla م. Tre stampi classici, tutti dalla I forma, e tutti che cominciano مِـ:

  • مِفْعال: مِفْتاحٌ una chiave, مِنْشارٌ una sega, مِصْباحٌ una lampada, مِيزانٌ una bilancia.
  • مِفْعَل: مِبْرَدٌ una lima, مِقَصٌّ un paio di forbici, مِصْعَدٌ un ascensore.
  • مِفْعَلَة: مِكْنَسَةٌ una scopa, مِلْعَقَةٌ un cucchiaio, مِسْطَرَةٌ un righello, مِطْرَقَةٌ un martello.

Le macchine moderne si nominano su uno schema più nuovo, pienamente produttivo فَعّالَة: غَسّالَةٌ una lavatrice, ثَلّاجَةٌ un frigorifero, سَمّاعَةٌ un ricevitore. Accanto stanno فَعّال (خَلّاطٌ un frullatore, سَخّانٌ uno scaldabagno) e فاعِلَة (رافِعَةٌ una gru, طائِرَةٌ un aeroplano).

Ora il contrasto che conta: مِـ è lo strumento, مَـ è il luogo o il tempo. مِكْنَسَةٌ è una scopa, مَدْرَسَةٌ è una scuola — la stessa cornice intorno alla radice, una vocale di distanza sulla م. Una sola radice può servire a entrambi i mestieri: da غ-س-ل، مَغْسَلَةٌ è il lavabo, il luogo del lavare, e غَسّالَةٌ è la macchina. Senza segni vocalici la differenza è invisibile, ed è un motivo in più per imparare queste parole come vocabolario e non generarle al volo.

10. I participi المَنْقوص terminano in ـٍ quando sono indeterminati. قاضٍ، داعٍ، ماشٍ، مُحامٍ perdono la ي finale al nominativo e al genitivo quando sono indeterminati e prendono una kasratān semplice; tengono una ـِيًا piena all’accusativo, e la ي torna ogni volta che la parola è determinata o è il primo termine di una إِضافَة: القاضي، قاضي المَحْكَمَةِ. Questa è la classe di declinazione della lezione 41 incontrata nel suo habitat più comune, poiché la maggior parte dei nomi مَنْقوص sono participi. I loro plurali: قُضاةٌ، دُعاةٌ، مُحامونَ.

11. Ciò che questa lezione lascia stare. Un participio può reggere un oggetto esattamente come il suo verbo — هُوَ كاتِبٌ رِسالَةً — e tutto quell’argomento è la lezione 67. Il مَصْدَر, il nome dell’azione stessa (كِتابَةٌ، تَدْريسٌ), è la lezione 54 — e sta in guardia: una delle sue forme, المَصْدَر المِيمِيّ, assomiglia esattamente a un nome di luogo (مَطْلَبٌ «una richiesta»).

Forme e strutture

اسْمُ الفاعِلِ attraverso le forme. Il presente di هُوَ è stampato così vedi da dove viene il nome:

الوَزْنالفِعْلالمُضارِعاسْمُ الفاعِلTraduzione
ioكَتَبَيَكْتُبُكاتِبٌlo scrivere, uno scrittore
I (أَجْوَف)قالَيَقولُقائِلٌil dire, un parlante
I (ناقِص)دَعايَدْعوداعٍ / الدّاعيil chiamare, un chiamante
I (مُضَعَّف)مَرَّيَمُرُّمارٌّil passare, un passante
IIدَرَّسَيُدَرِّسُمُدَرِّسٌun insegnante
IIIسافَرَيُسافِرُمُسافِرٌil viaggiare, un viaggiatore
IVأَرْسَلَيُرْسِلُمُرْسِلٌun mittente
Vتَعَلَّمَيَتَعَلَّمُمُتَعَلِّمٌun apprendente
VIIIاِجْتَمَعَيَجْتَمِعُمُجْتَمِعٌl’incontrarsi, un raduno
Xاِسْتَخْدَمَيَسْتَخْدِمُمُسْتَخْدِمٌun utente
فَعْلَلَتَرْجَمَيُتَرْجِمُمُتَرْجِمٌun traduttore

اسْمُ المَفْعولِ. La I forma è مَفْعول; tutto il resto ripete la forma مُـ con una فَتْحَة:

الوَزْنالفِعْلاسْمُ المَفْعولTraduzione
ioكَتَبَمَكْتوبٌscritto
ioعَرَفَمَعْروفٌnoto, ben noto
I (أَجْوَف و)قالَمَقولٌdetto
I (أَجْوَف ي)باعَمَبيعٌvenduto
I (ناقِص و)دَعامَدْعُوٌّinvitato
I (ناقِص ي)رَمىمَرْمِيٌّlanciato
IIدَرَّسَمُدَرَّسٌinsegnato
IVأَرْسَلَمُرْسَلٌinviato
VIIIاِحْتَرَمَمُحْتَرَمٌrispettato
Xاِسْتَخْدَمَمُسْتَخْدَمٌusato

Una vocale, due significati opposti — e niente affatto nello stampato senza vocali:

بِلا تَشْكيلاسْمُ الفاعِلاسْمُ المَفْعول
مدرسمُدَرِّسٌ — un insegnanteمُدَرَّسٌ — insegnato
مستخدممُسْتَخْدِمٌ — un utenteمُسْتَخْدَمٌ — usato; un impiegato
متهممُتَّهِمٌ — un accusatoreمُتَّهَمٌ — accusato, un imputato
مصدرمُصَدِّرٌ — un esportatoreمُصَدَّرٌ — esportato (e مَصْدَرٌ «fonte», lezione 54)

اسْما الزَّمانِ والمَكانِ dalla I forma. La colonna del plurale è il guadagno — da una radice sana è مَفاعِل, e un diptoto ogni volta:

الفِعْلالمُضارِعالوَزْنالاسْمTraduzioneالجَمْع
كَتَبَيَكْتُبُمَفْعَلمَكْتَبٌlavoratoreمَكاتِبُ
طَبَخَيَطْبُخُمَفْعَلمَطْبَخٌcucinaمَطابِخُ
لَعِبَيَلْعَبُمَفْعَلمَلْعَبٌcampo da gioco, stadioمَلاعِبُ
جَلَسَيَجْلِسُمَفْعِلمَجْلِسٌconsiglio, salottoمَجالِسُ
نَزَلَيَنْزِلُمَفْعِلمَنْزِلٌcasa, dimoraمَنازِلُ
وَعَدَيَعِدُمَفْعِلمَوْعِدٌappuntamento, ora fissataمَواعِدُ
وَقَفَيَقِفُمَفْعِلمَوْقِفٌfermata, parcheggio, posturaمَواقِفُ
دَرَسَيَدْرُسُمَفْعَلَةمَدْرَسَةٌscuolaمَدارِسُ
سَجَدَيَسْجُدُمَفْعِل (شاذٌّ)مَسْجِدٌmoscheaمَساجِدُ
جَرىيَجْريمَفْعَلمَجْرًىcorso d’acqua, canaleمَجارٍ

Dalle forme II-X il nome di luogo è il participio passivo:

الفِعْلالوَزْنالاسْمTraduzione
اِسْتَشْفىXمُسْتَشْفًى / المُسْتَشْفىospedale
اِجْتَمَعَVIIIمُجْتَمَعٌsocietà
اِخْتَبَرَVIIIمُخْتَبَرٌlaboratorio
اِلْتَقىVIIIمُلْتَقًىpunto d’incontro, foro
اِسْتَوْدَعَXمُسْتَوْدَعٌmagazzino

اسْمُ الآلَةِ — i tre stampi classici e quelli moderni:

الوَزْنالآلَةTraduzioneالجَمْع
مِفْعالمِفْتاحٌchiaveمَفاتيحُ
مِفْعالمِنْشارٌsegaمَناشيرُ
مِفْعالمِيزانٌbilanciaمَوازينُ
مِفْعَلمِصْعَدٌascensoreمَصاعِدُ
مِفْعَلَةمِكْنَسَةٌscopaمَكانِسُ
مِفْعَلَةمِلْعَقَةٌcucchiaioمَلاعِقُ
فَعّالَةغَسّالَةٌlavatriceغَسّالاتٌ
فَعّالَةثَلّاجَةٌfrigoriferoثَلّاجاتٌ
فاعِلَةرافِعَةٌgruرافِعاتٌ

Il participio مَنْقوص, declinato (lezione 41). Solo l’accusativo mostra la ي quando è indeterminato:

الحالَةنَكِرَةمَعْرِفَة
مَرْفوعقاضٍالقاضي
مَنْصوبقاضِيًاالقاضِيَ
مَجْرورقاضٍالقاضي

Esempi

العربيةItaliano
الكاتِبُ جالِسٌ في المَقْهى مُنْذُ الصَّباحِ.Lo scrittore è seduto al caffè dalla mattina.
مُدَرِّسُ الرِّياضِيّاتِ غائِبٌ اليَوْمَ.L’insegnante di matematica è assente oggi.
الطَّرْدُ مُرْسَلٌ بِالبَريدِ السَّريعِ.Il pacco è stato inviato per posta espressa.
اسْمُ المُرْسِلِ مَكْتوبٌ عَلى الظَّرْفِ.Il nome del mittente è scritto sulla busta.
هٰذا الشّارِعُ مَعْروفٌ بِمَطاعِمِهِ.Questa via è nota per i suoi ristoranti.
الضَّيْفُ الأَخيرُ مَدْعُوٌّ إِلى العَشاءِ أَيْضًا.Anche l’ultimo ospite è invitato a cena.
في المَحْكَمَةِ قاضٍ ومُحامٍ وكاتِبٌ.In tribunale ci sono un giudice, un avvocato e un cancelliere.
أَبي مُسافِرٌ إِلى تونِسَ غَدًا.Mio padre parte per Tunisi domani.
وَضَعْتُ الكُتُبَ عَلى المَكْتَبِ ثُمَّ خَرَجْتُ.Ho messo i libri sulla scrivania e poi sono uscito.
تَقَعُ المَدْرَسَةُ الجَديدَةُ بِجانِبِ المَلْعَبِ.La scuola nuova è accanto al campo sportivo.
نُقِلَ المَريضُ إِلى المُسْتَشْفى بَعْدَ الحادِثِ.Il paziente è stato portato in ospedale dopo l’incidente.
لِلاجْتِماعِ مَوْعِدٌ ثابِتٌ كُلَّ يَوْمِ اثْنَيْنِ.La riunione ha un orario fisso ogni lunedì.
أَيْنَ مِفْتاحُ البابِ؟Dov’è la chiave della porta?
اِشْتَرَيْنا غَسّالَةً جَديدَةً.Abbiamo comprato una lavatrice nuova.

Errori frequenti

  • مُكْتوبٌ عَلى الوَرَقَةِ -> مَكْتوبٌ عَلى الوَرَقَةِ — il participio passivo della I forma comincia con una فَتْحَة sulla م. Il prefisso مُـ appartiene alle forme aumentate (e al quadrilittero), mai alla I forma.
  • أَرْسَلَ ← مَرْسولٌ -> أَرْسَلَ ← مُرْسَلٌ — مَفْعول pesa solo un verbo della I forma. Da una forma aumentata devi passare dal presente: يُرْسِلُ ← مُرْسَلٌ.
  • مُدَرَّسُ اللُّغَةِ العَرَبِيَّةِ per «l’insegnante di arabo» -> مُدَرِّسُ اللُّغَةِ العَرَبِيَّةِ — kasra prima dell’ultimo radicale è chi agisce, fatḥa chi subisce.
  • مُسافَرٌ إِلى بَيْروتَ -> مُسافِرٌ إِلى بَيْروتَ — سافَرَ è intransitivo, quindi non ha un participio passivo semplice; nell’uso ordinario compare solo مُسافِرٌ.
  • دَخَلَ قاضِيٌ إِلى القاعَةِ -> دَخَلَ قاضٍ إِلى القاعَةِ — un participio مَنْقوص indeterminato perde la ي e prende ـٍ. Ricompare nel momento in cui la parola è determinata: دَخَلَ القاضي.
  • مَدْعِيٌّ إِلى الحَفْلِ -> مَدْعُوٌّ إِلى الحَفْلِ — una radice ناقِص in و si raddoppia come ـوٌّ (دَعا ← مَدْعُوٌّ); solo le radici in ي danno ـيٌّ (رَمى ← مَرْمِيٌّ).
  • مِكْتَبُ المُديرِ -> مَكْتَبُ المُديرِ — una kasra sulla م annuncia uno strumento. L’ufficio è un luogo, quindi prende una fatḥa; la scopa مِكْنَسَةٌ prende la kasra.
  • في مَكاتِبٍ جَديدَةٍ -> في مَكاتِبَ جَديدَةٍ — مَفاعِل è مُنْتَهى الجُموعِ, quindi un diptoto: niente tanwīn, e una fatḥa per il genitivo quando è indeterminato.
  • الشّاعِرُ = chi sta sentendo -> الشّاعِرُ = il poeta — dozzine di parole فاعِل si sono indurite in nomi ordinari (عالِمٌ، طالِبٌ، تاجِرٌ). Leggile prima come vocabolario, come participi solo se la frase lo chiede.

Consigli

  • Deriva dal presente, mai dal passato. Per qualsiasi verbo delle forme II-X l’intera procedura è «scambia la lettera del prefisso con مُـ, poi scegli la vocale»: kasra per chi agisce, fatḥa per chi subisce. Due secondi — solo un verbo cavo ha bisogno di una seconda occhiata, perché lì i due possono coincidere (يَخْتارُ ← مُخْتارٌ per entrambi).
  • Canta la coppia يُدَرِّسُ ← مُدَرِّسٌ / مُدَرَّسٌ finché è automatica. Ogni altra forma è lo stesso movimento, e questa coppia porta il fatto più duro della lezione.
  • Impara i nomi di luogo come vocabolario con un premio: la vocale del singolare (مَفْعَل o مَفْعِل) è solo semi-prevedibile e vale la pena memorizzarla parola per parola, ma da una radice sana il plurale مَفاعِل è gratis ogni volta — ed è un diptoto.
  • Fai del prefisso م il tuo riflesso di lettura: togli la م da una parola sconosciuta, leggi le tre lettere sotto, e hai la radice e una prima ipotesi sul significato.
  • Riconosci in largo, conia in stretto. Questi stampi spiegano meravigliosamente le parole esistenti; non ti autorizzano a inventare un مِفْعال per ogni arnese.
  • Lascia due cose per dopo di proposito: come un participio prende un oggetto proprio (lezione 67), e il مَصْدَر, che è il nome dell’azione piuttosto che di una persona, un luogo o una cosa (lezione 54).